NOVITÀ PER IL CINQUE PER MILLE

È stato pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale n. 185 il DPCM datato 07 luglio 2016 recante disposizioni in materia di trasparenza e di efficacia nell’utilizzazione della quota del Cinque per Mille, in attuazione della Legge n. 190/2014.

Semplificazione adempimenti

In tema di semplificazione e razionalizzazione degli adempimenti, al DPCM 23 aprile 2010 è stato introdotto l’art. 6-bis, in forza del quale l’iscrizione al riparto della quota del cinque per mille dell’IRPEF e la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà relativa alla persistenza dei requisiti, regolarmente adempiute, esplicano effetti, fermi restando i requisiti per l’accesso al beneficio, anche per gli esercizi finanziari successivi a quello di iscrizione. Gli enti che, in presenza delle suddette condizioni non saranno tenuti a riprodurre la domanda di iscrizione e la dichiarazione sostitutiva, saranno inseriti in un apposito elenco integrato, aggiornato e pubblicato sul sito web dell’Agenzia delle entrate entro il 31 marzo

di ciascun anno. Eventuali errori rilevati nell’elenco o variazioni intervenute potranno essere fatti valere, entro il 20 maggio. In caso di sopravvenuta perdita dei requisiti, il rappresentante legale dell’ente dovrà sottoscrivere e trasmettere all’amministrazione competente, la revoca dell’iscrizione.

Le nuove disposizioni si applicheranno a decorrere dall’esercizio finanziario 2017 con riferimento ai soggetti regolarmente iscritti nel 2016.

Modalità di rendicontazione 

I soggetti destinatari del 5 per Mille, entro un anno dalla ricezione degli importi, dovranno redigere un apposito rendiconto, accompagnato da una relazione illustrativa, dal quale dovrà risultare con chiarezza la destinazione delle somme attribuite. Il rendiconto, in ogni caso, dovrà indicare:

a)        I dati identificativi del beneficiario (denominazione sociale, codice fiscale, sede legale, indirizzo di posta elettronica e lo scopo dell’attività sociale), nonché del rappresentante legale;

b)        L’anno finanziario cui si riferisce l’erogazione, la data di percezione e l’importo percepito;

c)         L’indicazione delle spese sostenute per il funzionamento del soggetto beneficiario, ivi incluse le spese per risorse umane e per l’acquisto di beni e servizi, dettagliate per singole voci di spesa, con l’evidenziazione della loro cialis generique riconduzione alle finalità ed agli scopi istituzionali del soggetto beneficiario;

d)        Le altre voci di spesa comunque destinate ad attività direttamente riconducibili alle finalità ed agli scopi istituzionali del soggetto beneficiario;

e)        L’indicazione dettagliata degli eventuali accantonamenti delle somme percepite per la realizzazione di progetti pluriennali, fermo restando l’obbligo di rendicontazione successivamente al loro utilizzo.

Gli enti che hanno percepito contributi di importo inferiore a 20.000 euro non saranno tenuti, salva espressa richiesta dell’amministrazione, all’invio del rendiconto e della relazione, che dovranno comunque essere redatti entro un anno dalla ricezione degli importi e conservati per 10 anni.

Pubblicazione dei rendiconti 

Al DPCM del 23/04/2010 viene inoltre inserito l’articolo 12-bis, in base al quale le amministrazioni erogatrici del contributo del 5 per mille saranno tenute a pubblicare in un’apposita sezione del proprio sito web, entro un mese dalla ricezione, i rendiconti e le relazioni illustrative trasmessi dai soggetti ai quali è stato erogato il contributo.

Modalità di recupero dei contributi erogati 

Infine, adesso è stato espressamente previsto che nel caso di impiego per finalità diverse da quelle perseguite istituzionalmente dal soggetto beneficiario, si procede al recupero del contributo che comporta l’obbligo a carico del beneficiario di riversare all’erario, entro il termine di sessanta giorni dalla notifica del provvedimento contestativo, l’ammontare percepito.

Se l’obbligato non ottempera al versamento entro il termine fissato, si procede al recupero coattivo dei contributi e degli accessori al contributo stesso, secondo le norme vigenti, con la relativa applicazione delle sanzioni penali e amministrative.