LEGGE DI BILANCIO 2018: novità in materia di sport

Sono numerose le misure contenute nel cd. Pacchetto Sport nella Legge di bilancio 2018.

 

Compensi sportivi dilettantistici

1)        Nuova franchigia (che passa da € 7.500 ad € 10.000) per le indennità, i rimborsi forfettari, i premi e i compensi da attività sportiva dilettantistica;

2)        Le prestazioni sportive, individuate dal CONI, rese a fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche costituiscono oggetto di contratti di collaborazione coordinata e continuativa.

 

Conseguenze?

Fatta salva la no tax area di cui al punto 1), ciò comporta l’obbligo, nei confronti di tutti i soggetti a cui saranno corrisposti i cosiddetti compensi sportivi, ivi compresi gli atleti, di provvedere a:

- Comunicazione al Centro per l’Impiego;

- Iscrizione nel Libro Unico del Lavoro,

- Rilascio del cedolino paga.

 

 

Istituzione Società Sportiva Dilettantistica con scopo di lucro

Diventa possibile esercitare attività sportive dilettantistiche anche con scopo di lucro, attraverso una delle forme di società previste dal Libro V del codice civile (società di persone o di capitali). In tal caso lo statuto dovrò contenere:

  • Nella denominazione o ragione sociale, la dicitura «società sportiva dilettantistica lucrativa»;
  • Nell’oggetto o scopo sociale, lo svolgimento e l’organizzazione di attività sportive dilettantistiche, che può anche non essere prevalente;
  • Il divieto per gli amministratori di ricoprire la medesima carica in altre società o associazioni sportive dilettantistiche affiliate alla medesima federazione sportiva o disciplina associata ovvero riconosciute da un ente di promozione sportiva nell’ambito della stessa disciplina;
  • L’obbligo di prevedere nelle strutture sportive, in occasione dell’apertura al pubblico dietro pagamento di corrispettivi a qualsiasi titolo, la presenza di un «direttore tecnico» che sia in possesso del diploma ISEF o laurea in Scienze Motorie.

 

Benefici fiscali

a)        Riduzione della metà dell’IRES;

b)        Aliquota IVA agevolata del 10% per i servizi di carattere sportivo resi nei confronti di chi pratica l’attività sportiva a titolo occasionale o continuativo in impianti gestiti da tali società.

 

N.B. I suddetti benefici sono previsti per le società lucrative riconosciute dal CONI.

 

A chi conviene?

A tutti coloro che esercitano una vera e propria attività di impresa attraverso lo “schermo” di una società (o peggio ancora un’associazione) sportiva non profit.

Questo consentirà di poter patrimonializzare gli investimenti, l’avviamento (ossia si potranno realizzare plusvalenze in caso di cessione), attrarre capitale privato per eventuali investimenti necessari all’impianto, poter fare liberamente politiche di marketing più aggressive rispetto a quelle consentite da una attività “riservata ad associati o tesserati”.

 

E per quanto riguarda i compensi sportivi?

Le prestazioni sportive rese a favore delle società sportive dilettantistiche lucrative costituiscono oggetto di contratti di collaborazione coordinata continuativa, e i relativi compensi costituiscono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.

I collaboratori sportivi dovranno essere iscritti presso il Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo istituito presso l’INPS. Per i primi 5 anni dalla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio, la contribuzione a tale fondo è dovuta nei limiti del 50% del compenso spettante al collaboratore.

 

 

Sport Bonus

Viene istituito un credito d’imposta del 50% per le aziende che nel corso del 2018 effettueranno erogazioni liberali in denaro fino a 40.000 Euro per interventi di restauro o ristrutturazione di impianti sportivi pubblici, anche se destinati ai soggetti concessionari.

Il credito, nel limite del 3 per mille dei ricavi annui, è utilizzabile esclusivamente in compensazione in 3 quote annuali di pari importo.

 

 

Risorse per lo Sport

Il Fondo “Sport e Periferie” viene dotato della somma di 10 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2018.

Le suddette risorse saranno assegnate all’Ufficio per lo sport presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Con apposito decreto, da adottare entro 120 giorni, saranno individuati i criteri e le modalità di gestione delle risorse.

 

Sempre presso l’Ufficio sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, viene creato un ulteriore fondo denominato “Fondo unico a sostegno del potenziamento del movimento sportivo italiano”, dotato di dodici milioni di euro per il 2018, poi con importi a scalare per gli anni successivi per stabilizzarsi, a partire dal 2021, in dieci milioni e mezzo di euro.

Il fondo dovrà essere destinato a finanziare progetto per l’avviamento dei disabili allo sport, la realizzazione di eventi calcistici o di altri sport di rilevanza internazionale, sostenere la maternità delle atlete non professioniste, garantire il diritto alla pratica sportiva e a sostenere la realizzazione di eventi sportivi femminili nazionali e internazionali.

Entro il 28 febbraio di ciascun anno verrà emanato un decreto per l’utilizzo del fondo.

 

Sempre presso l’Ufficio sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, viene creato un ulteriore fondo denominato “Fondo unico a sostegno del potenziamento del movimento sportivo italiano”, dotato di dodici milioni di euro per il 2018, poi con importi a scalare per gli anni successivi per stabilizzarsi, a partire dal 2021, in dieci milioni e mezzo di euro.

Il fondo dovrà essere destinato a finanziare progetto per l’avviamento dei disabili allo sport, la realizzazione di eventi calcistici o di altri sport di rilevanza internazionale, sostenere la maternità delle atlete non professioniste, garantire il diritto alla pratica sportiva e a sostenere la realizzazione di eventi sportivi femminili nazionali e internazionali.

Entro il 28 febbraio di ciascun anno verrà emanato un decreto per l’utilizzo del fondo.



Ragazzi stranieri

Al fine di consentire il pieno ed effettivo esercizio del diritto alla pratica sportiva, i minori cittadini di Paesi terzi, anche non in regola con le norme relative all’ingresso e al soggiorno, laddove siano iscritti da almeno un anno a una qualsiasi classe dell’ordinamento scolastico italiano, possono essere tesserati presso società o associazioni affiliate alle Federazioni Sportive Nazionali, alle Discipline sportive associate o agli Enti di Promozione Sportiva, anche paralimpici, senza alcun aggravio rispetto a quanto previsto per i cittadini italiani.